Io studio all’Università, quella di Pisa per la precisione, prima di iscrivermi presso questo Ateneo, ero iscritta al prestigioso Politecnico di Torino, e lasciatemi dire che non è affatto più prestigioso della realtà pisana; parlo con cognizione di causa conoscendole entrambe; ed essendo una studentessa di levatura piuttosto debole e scadente oggi come ai tempi del “Poli”, ritengo la mia opinione non corrotta.
Studio Ingegneria Energetica. “La nuova frontiera” “ti garantirà una occupazione sicura”, mi dicono tutti quando rispondo alla domanda << Che cosa studi? >>, oppure, come di recente un giovane candidato alle elezioni provinciali della mia provincia di residenza , mi ha detto, durante una insolita telefonata ( di BASSA propaganda elettorale non dichiarata, a mio parere ),
<< ahh non c’è programma elettorale, di qualunque schieramento, in cui non sia citata l’energia rinnovabile, il risparmio energetico […] .. è importante avere un’amica che studia ingegneria ELETTRICA>> ha sbagliato, questo forse potrebbe essere un indizio per capire quanto sia importante non essere me...
Quando inizia la mia avventura universitaria sono una giovane vivacissima sostenitrice della corrente positivista della scienza e della tecnica, un’inguaribile romanticona del ingegner-pensiero..
L’ingegnere per me era colui il quale deteneva il privilegio, di essere una sorta di “laico praticante” della politica (non mero scienziato), di contribuire alla gestione della cosa pubblica, con il metodo scientifico, un metodo che secondo me era corretto per definizione, poiché credevo profondamente nella scienza come portatrice di etica oltre che di conoscenza.
Secondo me un ingegnere, il tecnico per eccellenza , doveva tradurre in benefit per la società, teoremi e assiomi scientifici imperscrutabili ai più.
Molto tempo è trascorso da allora, quasi sei anni, durante i quali ho investito migliaia di ore nello studio, nell’opera di documentazione personale anche non accademica, che deve necessariamente accompagnare la formazione di una persona che si occupa di scienza, e di sintesi e interrogazione personale in merito ad obblighi, doveri, diritti, etica professionale; il tutto all’unico scopo di esibire, un giorno il Documento di Laurea con orgoglio e con la dignità di una persona informata e consapevole dell’importanza di praticare questo mestiere “a regola d’arte”.
Oggi dopo un lungo percorso, unito ad una osservazione attenta dell’ambiente in cui teoricamente, un giorno, potrei entrare, per guadagnarmi la pagnotta, mi sorprendo moderatamente schifata da quanto mi si para innanzi.
Trovo non sia un ambiente pulito, penso che gli addetti ai lavori, siano troppo spesso, per quanto addetti, soprattutto poco adatti ad esercitare la professione, alcuni non ne hanno nemmeno il titolo, spacciandosi per esperti ( e quelli che ho conosciuto io negli studi dimostrano di non esserlo) in energia e in tecnologie per il suo sfruttamento o addirittura per la sua produzione, pur essendo architetti, ingegneri civili, o altro..si specializzano dopo forse? Si certo, possibile, l’ingegneria attraversa la tecnica in modo trasversale, ma l’etica e l’onestà intellettuale per esercitare un mestiere, per portare a termine una commessa, per non truffare ( spesso inconsapevolmente, e decidete voi se è il caso di affidarsi ad uno che vi truffa senza nemmeno rendersene conto, comunque confidiamo nello “sbagliando s’impara”) l’utente completamente astemio in materia (e quindi ubriacabile tanto con il vino in brik tanto con il più prestigioso vino francese, d'altra parte che ne sa lui?) , beh l’etica è fondamentale, quella non la insegnano da nessuna parte, e io, dal basso della mia posizione non l'ho ancora trovata, se non in alcuni docenti universitari che cantano un poco fuori dal coro forse.
E questa è stata la prima grande delusione: vedere che l’etica non è toccata mai in nessun corso, se non in pochissime rare eccezioni, e per sola iniziativa di alcuni docenti, non per presa di posizione dell’Ateneo o del sistema accademico.
Ho avuto occasione di osservare alcuni, cosiddetti professionisti all’opera, e ne sono rimasta così delusa, da credere a stento che questi soggetti possano continuare a lavorare ignorando l’etica professionale, che dovrebbe essere la premessa a tutto il resto. Chi fa scienza infatti offre un servizio non una merce, ci sono responsabilità, perdio..Ma può darsi che io sia stata molto sfortunata oppure che il mio giudizio sia completamente errato, in tal caso prego che prestissimo qualcuno mi smentisca.
E’ un ambiente poco pulito, pieno di compromessi, di denaro che passa un po’ al buio, un po’ alla luce del sole, contaminato, colmo di incapaci, inetti senza passione, che deturpano la professione e la missione cui è chiamata una persona di scienza.
Grazie a Dio o chi per Lui, ho sempre avuto due grandi passioni :
E pare pure che tutto sommato, per quanto assai mediocre, io me la cavi meglio come cronista / divulgatrice /scrittrice piuttosto che come ingegnere, in parte anche perché mi dicono dalla regia, che, a fare l’ingegnere, se non s’impara a chiudere qualche occhio, non si va avanti, e io li tengo entrambi sempre vigili, aperti e dubito che terzi potrebbero convincermi a chiuderne uno ogni tanto.
Mi sono sempre detta che un giorno avrei lavorato alacremente per dimostrare a questo sistema silenziosamente non ostacolato da alcuno, che si può esercitare la professione fornendo prestazioni di qualità, seguendo una condotta deontologicamente impeccabile, e al contempo non essere esclusi dal mercato. Ho sempre pensato che sarei riuscita a fare l’ingegnere e la pubblicista, magari anche come divulgatrice scientifica, << mi impegno, concilio tutto, mi do da fare, e il mercato dovrà rispondere bene, perché in un libero mercato gli attori non tossici, hanno la meglio per forza, è normale che il corretto vinca sullo scorretto >>. Questo dicevo a me stessa, in questo credevo profondamente, questa idea mi toglieva il sonno, fremente di cominciare.
Ora mi toglie il sonno il fatto di aver investito quasi sei anni, per qualcosa che probabilmente non sarà realizzabile.
E infatti non dormo, ma domattina, ci crederò di nuovo, come sempre, come al solito, un giorno dopo l’altro, fino a che non scoprirò che la mia vera vocazione è magari quella di vendere cappelli o chissà che altro.
Buona notte a tutti.
by ilcasoolasfiga | categoria:satisfaction, come guadagnero la pagnotta, questo è un tag davvero serio |
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