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domenica, 16 marzo 2008,16:36

Chiavi di ricerca che hanno portato a questo sito, il mio sito.....

riporto paro paro..

puffo porno
palline anali
contenitore del passato per misurare l'olio
andrea betti film porno pisa
giochi anali fai da te
carretto funny faces
io oh questi ingredienti ( ndr:"oh" non è un errore mio)
padrona scalza
chiara scalza
adicazzo
pisa uffa ottobre 2007
saponi feci
tonio cartonio perchè ha cambiato mestiere??

sono scalza
pagnotta
mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmah
pringles salubrità
sei scalza (ndr: e che palle con sto scalza!!!!)
mi sento inadeguata

by ilcasoolasfiga | categoria: | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 06 marzo 2008,12:55
Ho alcune nuove idee, scegli tu quale vuoi che io renda reale...e' per rendere un po' più interattivo il blog....ma non parteciperà nessuno nemmeno a questa mia iniziativa....non mi date nemmeno questa piccina soddisfazione..sigh
Allora scegli tra queste mie idee, pe ril mio blog, ed unicamente per il mio sollazzo..quindi scegli bene..cosa inserisco, orbene, nel mio bloggolo?

non scrivere più...
una sezione dedicata alla recensione del TUO blog,.se vince questa darò la possibilità all'utente ( cioè tu, maledetta unità di pubblico)di chiedere rapidamente la recensione del proprio blog, così vi faccio pubblicità aggratis
una sezione "blog più idioti di questo"
una sezione completamente seria e dedicata all'energia...il mio mestiere
una sezione dedicata a chi ama scrivere e vuole pubblicare aggratis con il suo nome in bella vista, i suoi parti intellettuali...in sostanza vi farei di nuovo pubblicità aggratis
una sezione come quella qui sopra, però per i vostri lavori di grafica (disegni, etc..)
altre idee me le potete suggerire postando qualcosa tra i commenti ( che non fate) perdio!

 

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by ilcasoolasfiga | categoria:satisfaction, incategorizzabili | Link | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 17 febbraio 2008,16:00
Questa è la mia analisi del libro del quale potete vedere qui di seguito la copertina.
TITOLO DELL'OPERA: L' Ora Opportuna - Canti del Cerchio Ermetico-
 Immagine222
AUTORE : Prof. Pasquale Indulgenza
 
EDITORE: Il Filo
COLLANA : Nuove Voci (Le Cose)
 
Questa non sarà una recensione rapida, efficace, diretta, sarà una analisi.
Sarà un autentico piacere per me, descrivere le poesie raccolte in questo libro, con lo stesso ritmo dolce con cui le ho lette.
 
Come sempre introduzioni e prefazioni sono parte integrante di ogni componimento pubblicato.
Con ogni probabilità, una prefazione impeccabile, magari che sviscera con afascinante maestria anche qualche peculiarità squisitamente tecnica, oltre a contenere elogi di varia natura, non può che essere fonte di grande orgoglio per l'autore; e certamente è una buona preparazione a ciò che attende il lettore nelle pagine a seguire; il classico "spunto" per una chiave di lettura interessante, un instradamento verso la comprensione dell'opera.
 
Personalmente dopo aver letto la prefazione di ogni libro che mi appresto a gustare, mi riprometto che quella sarà l'ultima, ma poi immancabilmente non resisto e leggo ogni prefazione che mi si para innanzi.L'ho fatto anche con questa straordinaria raccolta di componimenti in versi di Pasquale Indulgenza.E anche questa volta ho commesso un errore a mio modesto avviso.
 
Trovo che non ci sia nulla di più sciocco che fornire una chiave di lettura ad un lettore e corrompere in qualche maniera, anche senza dolo e con grande autorevolezza e competenza come in questo caso, il Suo giudizio o la Sua interpretazione. A meno chè, non si tratti di una prefazione o una introduzione scritta dalla mano dell'autore dell'intera opera.
 
Ma a questo punto sono davvero troppe le parole dedicate alla introduzione di questa raccolta.
 
Ho letto e riletto ogni singolo verso, per cogliere ed assaporare l'equilibrio di ogni poesia, senza dimenticare di aver conosciuto personalmente il poeta e averne apprezzato il grande valore intellettuale, del quale, pacatezza nei toni, rispettosa irriverenza direi e smisurata cultura, sono i baluardi che più balzano all'occhio dell'osservatore anche meno attento.
 
Equilibrio dicevo..un equilibrio piacevolissimo e chiarissimo, nell'accezione più visiva del termine, che non sempre ho trovato, o non allo stesso livello, in ogni poesia.
Durante la seconda e più accurata lettura, scorrendo dal finestrino del treno che mi riportava a casa le immagini delle meravigliose "Cinque Terre" al tramonto, ho preso appunti e da essi estrapolo le mie impressioni finali.
 
Prima di entrare nei particolari,e mi scuso essendo io solita dilungarmi in fluviali prefazioni prima di giungere al punto ( ma io sono l'autore che si introduce, perciò non mi ammonite), va detto che si tratta di un'opera assolutamente da leggere anche per coloro che non trovano il genere di proprio gusto.
 
Il poeta usa espressioni di effetto realistico, fotografico, di eccezionale lucidità e mostra di essere incredibilmente efficace nel rendere VISIBILE la scena che lo stupisce; fotografa un istante con grande acume, con grande abilità, POSA il lettore nel luogo raccontato, gli fa sgranare gli occhi di fronte alle immagini che arrivano direttamente dalla sua coscienza.
Il poeta regala la sua abilità nel cogliere la bellezza, nel meravigliarsi innocente di fronte alla natura e alle situazioni, con una generosità che colpisce.Condivide la sua capacità di emozionarsi invece di custodirla come il "dono" raro che in effetti è, e che ogni moderno pensatore d'oggi userebbe per esibire il suo ego spacciandolo per estro.
 
Spesso ci si coglie a vedere ciò che si sta leggendo.
 
E' ciò che succede sin dall'inizio in "Via dell'Ospedale", in cui il lettore è completamente immerso nella situazione come se  fosse lì a guardare di nascosto ciò che sta ispirando il poeta.Sembra quasi di sentire il calore della luce del sole che illumina quella giornata.
 
E giudicate voi qui, se qualche pagina più avanti non sembra di sentire la pelle infiammarsi per il caldo estivo, in questi pochi versi :
 
"Luglio è un incendio, un abbaglio.......
 
.....
 
e quando t'alzi e rientri allontanando il giornale"
 
poche parole e potete già comprendere come il poeta non si lasci tentare dall'essere enigmatico se non serve allo scopo di ciò che desidera comunicare o ricordare.
E' efficace senza timore.
 
Proseguendo nella lettura salta agli occhi e continuamente viene confermata,  una efficacia immaginifica estremamente gratificante per il lettore ,che si sente coinvolto in ogni sorta di situazione con dolcezza e nostalgia di immagini d'altri tempi, e non si sente catapultato nelle intime e visionarie speculazioni a cui molti poeti cedono, corrotti dall'idea ( a mio avviso infantile e assolutamente priva di senso)che "intellettuale" voglia dire "incomprensibile ai più".
 
Indulgenza resta fedele allo scopo per cui un artista produce arte: dare forma a ciò che lo ispira e condividerla.
 
E con quale deliziosa abilità linguistica ci si ritrova a sfiorare il particolare di una libellula nell'espressione di "due lame sibilline e acrobatico volo"; acutissima, che fa parte però di una poesia che ha suscitato in me una certa vena spiacevole.In pochi, e comunque molto ben scritti componimenti, non ho apprezzato la liricità un poco militante, e fastidiosamente critica* in quanto il poeta sa trovare,secondo la mia opinione, le giuste parole al momento più opportuno nel fotografare l'autenticità di una situazione, il soave di una immagine,esaltandoli e dando ad esse un sapore "fresco" e appagante; e non mostra invece, la medesima capacità di completezza nello scrivere del suo sdegno.Il lettore in questi momenti poetici, non sente l'argomento completamente sviscerato, e rimane insoddisfatto.
Ma a questi versi dal vago sapore di rabbia segue "Piazza Dante", semplicemente magnifica, il congelamento di un istante.Dalla quale subito, si passa ad un momento di impeto, e di sdegno non portato a pieno compimento, un po' come quando si desidera piangere ma non ci si riesce.
 
E subito "Alla darsena", di nuovo lanciati in una meraviglia innocente e nobile, verso ciò che i più ormai non hanno più il tempo di ammirare, e poi,"Angelo Novus", una aulica ed elegantissima armonia di acuto e soave.
 
Poi segue lo stupore del lettore per la capicità straordinaria di immobilizzare l'attimo e di renderlo bellissimo, tanto che forse ci si potrebbe trovare a chiedersi come si sia potuti passare nell'indifferenza, accanto a immagini che il poeta regala come perle di ovvia bellezza.
 
Non posso poi, per dovere di cronaca non citare , il capolavoro, a metà libro circa, in cui si realizza appieno l'intento critico a delicato del poeta, è a pagina 40 non ha un titolo ed è semplicemente bellissima, la mia preferita in assoluto.
 
"Ercolano" è inoltre un perfetto connubio tra fascinazione per il passato e delusione per il presente in un equilibrio magistrale.Qui il poeta ci fa entrare in punta di piedi nella propria sensibilità.E come non ammirare la decisione di "Piazzetta Bianchi"?O l'amarezza, il dispiacere e la pietà che traspaiono nella pagina successiva?E ancora: come non stupirsi per le parole di scintillante vitalità ( carnalità a tratti) che si scorgono immediatamente di seguito?
 
Che maestria nella semplice espressione "Frignano i rondoni.....in " San Pietro al Parasio".
 
E quale bellezza in "Giardini di Portici", condotta in modo a mio avviso impeccabile: accompagna il lettore nella maturità consapevole o nella consapevolezza matura del poeta.
 
Straordinaria la prima quartina de "Il Bosco".
 
Insomma: davvero pochissimi i momenti in cui il poeta si mostra meno comunicativo rispetto alla gran parte dei componimenti, e lo fa solo quando cerca di rendere l'idea dello sdegno , quasi come se questo sdegno e questa pacata rabbia che sembra voler esprimere, tentassero di lasciarlo senza parole, attonito.
 
Una, la poesia che ho trovato un po' nebulosa, e che sicuramente rileggerò ancora, mi sembra davvero "azzardata" se mi si passa il termine, di un azzardo che non ho saputo cogliere forse perchè non possiedo gli strumenti culturali per comprenderla, ma che lascia sempre sorpresi per la ricchezza e la densità di concetti, e di impressioni.
 
Per il resto non posso che esprimermi dicendo che la lettura de  L'Ora opportuna sa ammaliare e incantare, nel suo impartire un ritmo di concentrazione davvero piacevolissimo.
Mi sento dal basso della mia posizione, di dire che si tratta di un' opera di grande qualità scritta da un poeta di raro acume intellettuale.
 
 
*non è la critica ad essere fastidiosa, bensì l'incompletezza che ho percepito nello sviscerarla.
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